Milano Pride 2016

Ieri c’è stato il Milano Pride 2016. E’ stato il mio primo Pride. Il primo che mi rappresentasse. Mi sono sentita a casa come ultimamente sta capitando ogni volta che mi trovo a Milano con il “mio” gruppo dell’associazione TBGL Harvey Milk.

L’unico rammarico è stato non sentire parlare di Intersessualità, dove siamo tutti? Dove ci hanno nascosto? Credo sia importante iniziare a parlare tra di noi e farci sentire dalle istituzioni per i nostri diritti.

Si, il mio sogno è quello di poter arrivare un giorno a non dover barrare una casellina nel campo sesso .

Ma bisogna lavorare e bisogna farci sentire come fanno negli altri paesi dell’unione europea.

Perchè io sono fiera di essere una ragazza intersex lesbica.

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Rientro

Rientro da una due giorni di “terapia” dura tra Milano e Bologna. Più vado avanti e più mi rendo conto che sto affrontando molte difficoltà con semplicità, come se fossero un pelo incarnito.
Non mi devo però dimenticare che sono una ex tossicodipendente.
Devo farci pace.
Certe cose non posso farle perché sono troppo stimolanti e pericolose.
A volte mi chiedo se la mia vita sarà solo sacrificio o se riuscirò a mantenere un equilibrio.
Il tutto nasce dall’invito ad andare ad una serata post pride.
Vorrei, è rischioso, no non posso.

Indecisione

Ero molto indecisa se continuare nella scrittura di questo blog. Ma credo di dover lasciar impresso qualcosa per me. Per ricordarmi questi momenti.

20 Mesi di Comunità mi hanno permesso di accettarmi come intersessuale. Non mi devo vergognare per quello che sono, anche se è stato quello che mi hanno insegnato.

Nelle ultime  settimane ci sono stati sicuramente dei momenti forti che riguardano la mia intersessualità.

Ho scoperto che a 3 anni quando mi fecero la gonadectomia mi hanno praticamente amputato il clitoride/micropene.

Purtroppo non è possibile fare nessun tipo di chirurgia ricostruttiva. Non c’è proprio nessuna possibilità, se non terapie a base di estrogeni e testosterone per sensibilizzare il “moncherino”.

Oltre a questo devo fare i conti con una vagina ricostruita a 19 anni quando volevo “conformarmi”. Io mi dovevo sposare, dovevo avere un compagno.

Invece no, all’alba dei 38 anni ho raggiunto la consapevolezza di essere lesbica. C’è sempre stata attrazione per le donne, ma me la negavo. Pensavo che fosse la cocaina che tirasse fuori una parte di me nascosta.

Invece no, quasi due anni di sobrietà mi hanno permesso di lavorare su questo aspetto. Le difficoltà non mancano anzi …

Fino a qualche giorno fa avevo anche una compagna. Una novità, un felice esperimento che è fallito.

Sto definendo la mia sessualità, non me ne vergogno più. Ora so che sono una persona che merita di vivere per quella che è.

Le terapie sono dure. Insomma sto curando il corpo e l’anima.

Ad oggi anche se i miei cromosomi binariamente mi difinirebbero maschio, mi sento solo una donna intersessuale. E mi sta bene così. Non credo di volere un corpo da uomo, e probabilmente in questo la pillola blu della sera (estrogeni) fa il suo dovere.

Poco per volta mi sto costruendo un equilibrio tutto mio, dedicato al volermi bene e a stare meglio con me stessa. Cerco di essere onesta con me stessa e di non nascondermi dietro un dito.

Tutto questo, oltre ad essere merito mio, lo è anche dell’equipe che mi sta seguendo in comunità e dai professionisti esterni che mi trattano come una persona e non come un “caso”.

Quindi si oggi è una buona giornata. E vado avanti ….

 

 

 

 

Lovely

20 mesi di conoscenza. Tutto spazzato via. Un sentimento che non credevo di poter provare. Mi è rimasto in mano tanto dolore al punto che il solo pensiero di te mi fa sgorgare infinite lacrime. E’ già stato difficile accettare di poter provare quel sentimento, di aver trasformato un’amicizia in qualcosa di più e ora è ancora più difficile vivere nell’incertezza.

Quel che so è che devo staccarmi da qualcosa di impossibile. Il pericolo della ricaduta non vale neanche un centesimo di quello che sento.

Ma fatico a staccarmene.

E’ solo il primo giorno.